La testimonianza di una di noi

Non avevo mai cantato in un coro perché avevo sempre pensato che occorressero soprattutto bella voce, conoscenza della musica, senso del ritmo, e non essendo certissima di possedere queste doti, non mi ero mai cimentata in questa impresa. Poi mi sentii dire da qualcuno (era il Bordignon, il mitico fondatore di quello che sarebbe diventato il "mio" coro) che altri erano i requisiti richiesti: disponibilità, presenza costante, puntualità, senso di appartenenza ad un gruppo nel rispetto dei limiti altrui e nella consapevolezza dei propri... Ma, allora, forse ci potevo provare anche io!

Fin dai primi incontri, anche se un incredula, capii che era proprio cosi, che non occorreva una voce eccelsa per intonare perché l'intonazione è solo una questione di impegno e volontà, che per imparare le parti sono importanti anche i supporti tecnici forniti e la pazienza dei Maestri, che la condivisione con gli altri delle difficoltà aiuta a superarle più facilmente!

Fu un momento magico, una scoperta di nuove emozioni, mi accorsi che la mia voce, in armonia con quelle altrui, diventava più bella, che scoprivo in me una stoffa di artista (anche questo mi aveva detto il Maestro!) che non conoscevo e che per anni aveva sonnecchiato, in attesa che qualcuno la facesse uscire allo scoperto. Certo da allora per due sere alla settimana [n.d.r. da settembre 2017 una prova settimanale] sono "blindata", c'è sempre il discorso della presenza e della puntualità, ma... che sarà mai rinunciare ad un film o ad una serata in pizzeria se poi qui trovo amici di ogni età, origine e professione (anche questo è il bello del coro, lo studente si intende a meraviglia con la casalinga, il medico con il cuoco...) coi quali sollevarmi da terra sulle note di Bach, di Haendel, di Mozart? E che dire dell'emozioni vissute nelle serate dei concerti, delle trasferte di gruppo, di quei momenti in cui comunque si "fa coro"? Provateci anche voi, credetemi, ne vale veramente la pena!