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Concerto del 23 settembre 2006

Il 23 settembre a Varallo, nella splendida Collegiata di S. Gaudenzio, i "Cantores mundi" e "Un coro per Milano" hanno eseguito nell'ampia navata, stracolma di spettatori, la celebre "Messa da requiem" di Mozart.L'esecuzione è stata preceduta dall'affascinante "Stabat mater" di Schubert. Ha diretto con la consueta abilità e finezza espressiva il famoso maestro Mino Bordignon con il quale hanno anche cantato con grande bravura il soprano Zara Dimitrova, il contralto Raffaella Ravecca, il tenore Young Hoon Shin e il basso Giorgio Valerio, mentre Franco Caccia ha accompagnato al pianoforte tutto il concerto. Gli applausi scroscianti hanno sottolineato l'evidente gradimento del pubblico.
Il Sacro Monte di Varallo, n. 5 anno 82°, settembre - ottobre 2006


concerto del 31 marzo 2006

E Mino Bordignon guida "Un Coro per Milano" nella rarefatta spiritualità del Requiem in do minore di Cherubini
[...] venerdi 31, nella chiesa francescana della Beata Vergine Immacolata e S. Antonio in viale Corsica, Mino Bordignon riporta in scena la sua nuova creatura, "Un Coro per Milano" con un programma, lo "Stabat Mater" in sol maggiore di Schubert e il Requiem in do minore di Cherubini, che molti lettori del "Corriere" hanno già avuto modo di apprezzare lo scorso novembre, quando, con grande generosità, Bordignon e i suoi lo dedicarono alla memoria di Gaetano Afeltra, in una toccante serata in San Marco. La spiritualità severa e rarefatta di Cherubini trova in Bordignon un interprete di ideale profondità e "verità" umana. Il vecchio maestro ha "scavato" questo capolavoro rilevandone soprattutto la trasparenza e la purezza, che toccano il culmine nell'impressionante diminuendo dell'"Agnus Dei" conclusivo. [...]
Gian Mario Benzing, Vivimilano, 29 marzo 2006


concerto del 5 novembre 2005

Un Requiem per Afeltra. Mino Bordignon offre Cherubini in ricordo del giornalista scomparso
È nato tutto all'improvviso. «Una corista è venuta da me, dopo essere stata al funerale di Gaetano Afeltra - racconta il maestro Mino Bordignon - e mi ha chiesto: perché non dedichiamo un concerto alla sua memoria?». Detto fatto: una telefonata in redazione, una proposta sussurrata quasi con timidezza, e l'emozione, anche da parte nostra, di sentire tanto affetto «corale» in un gruppo di lettori del «Corriere». Appuntamento la sera di sabato 5, in San Marco. Mino Bordignon, alla testa del suo nuovo complesso, «Un coro per Milano», offre alla città, con ingresso libero, un toccante capolavoro sacro, il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, e dedica l'occasione alla memoria di Gaetano Afeltra, scomparso lo scorso 9 ottobre. «Era tra le firme che preferivo- confida Bordignon-: non lo conoscevo di persona, ma attraverso le sue parole mi sembrava di vedere in lui l'ideale del saggio napoletano che sa raccontare le cose, con quel suo stile così pacato, semplice e scorrevole». Basta questa fedelta di lettore, per offrire un regalo così generoso: direttore e cantori si esibiscono , infatti, gratuitamente; pagano loro persino le spese, come il trasporto delle pedane e del pianoforte... Gran tempra di vecchio alpino, Bordignon: 84 anni vissuti nelle tragedie e nelle glorie del secolo passato, il maestro è stato tenente nella ritirata di Russia, prigioniero nei lager nazisti, direttore dei cori della Scala, della Rai, fondatore dei Civici Cori di Milano e, dall'anno scorso, di una nuova realtà, «Un coro per Milano». Un'ottantina di elementi, gente comune, studenti, casalinghe, professionisti, uniti dalla passione per il canto, che si ritrovano, la sera, per dar vita ai più grandi capolavori della musica, come «Ein deutsches Requiem» di Brahms, la «Paukenmesse» di Haydn, il Requiem e la Messa in do minore di Mozart, lo «Stabat Mater» di Dvorak. Questo Cherubini sarebbe piaciuto ad Afeltra. Musica nobile e severa, quasi al di sopra della storia, grande ed umile ad un tempo: Bordignon, in più, ne darà un'esecuzione ancor più essenziale. Senza orchestra, troppo costosa, con l'accompagnamento del solo pianoforte (alla tastiera, Franco Caccia). Qualcosa si perderà, quanto ad effetti timbrici: il famoso colpo di tam-tam all'inizio del «Dies irae», la scura mestizia degli archi nel finale. «In compenso, il coro attrarrà su di sé un'attenzione assoluta e dovrà supplire alla mancanza dell'orchestra con l'intensità dell'esecuzione» commenta il maestro. «Sento in quest'opera tutto un palpito di religiosità italiana, come il colore brunito dei paramenti violetti delle nostre liturgie quaresimali», conclude Bordignon. Semplicità e austerità, senza effetti, nemmeno nel «Dies irae», mai teatrale: «No, piuttosto c'è qui uno stupore quasi infantile nel racconto, come un nonno sapiente che ammonisce il nipotino: guarda che se non fai il bravo andrai all'inferno. È il canto dell'innocenza dell'anima. Non così dotto come il "Credo a 8 voci", uno dei più alti capolavori della polifonia universale, ma non privo di momenti molto aristocratici».
Gian Mario Benzing, Vivimilano, 2 novembre 2005


concerto del 4 ottobre 2005

Un raro Cherubini per Bordignon
Mino Bordignon, dopo essere stato direttore e anima dei Civici Cori è ora alla guida di un altro importante complesso vocale, «Un Coro per Milano». Questa sera, per la festa di San Francesco, Bordignon lo dirige nel raro, grandioso Requiem di Cherubini.
(e. pa.), Vivimilano, 4 ottobre 2005


concerto dell'11 marzo 2005

La passione di Cristo in Bach con i Cori di Bordignon
Quasi a preludere alle esecuzioni integrali della Verdi (Matteo) e del Quartetto (Giovanni), Mino Bordignon regala al pubblico milanese i cori e i corali della «Johannes-Passion» di Bach. Senza orchestra (sostituita dal pianoforte), puntando tutto sulle voci di «Un Coro per Milano», in cui è confluita l'esperienza dei Civici Cori. Una grande meditazione pasquale: i corali sono la voce del popolo cristiano, ne esprimono i sentimenti davanti alla passione di Cristo. In essi il dolore per la morte è illuminato dalla certezza della resurrezione, cantata nella seconda parte attraverso i cori dal «Messiah» di Händel.

Voci di Passione
La sapienza e l'entusiasmo di un vecchio alpino, il maestro Mino Bordignon, offrono a tutta Milano un esempio di contagiosa tenacia artistica e morale: sotto la sua guida, «Un Coro per Milano», cioè i cantori transfughi dai Civici Cori, si presentano all'appuntamento della Pasqua, ospiti dell'Antonianum (venerdì 11, chiesa dell'Immacolata, in viale Corsica 68, ore 21, ingresso libero) nientemeno che con la Johannes-Passion di Bach. In forma ridotta, è chiaro. Anzi, ridottissima. I cantori sono rimasti soli, ma poco importa se i mezzi scarseggiano. Ci vuol altro per fermare Bordignon. Si fa come in tempo di guerra. Ma si fa. Bach per solo coro e pianoforte (suonano Franco Caccia e Fabio Piazzalunga). Della Johannes-Passion, Bordignon dirige, dunque, solo i Cori e i Corali, da «Herr, unser Herrscher» a «Ruht wohl» e «Ach, Herr, lass dein lieb' Engelein». Tra un brano e l'altro, dialoghi evangelici e letture poetiche, voce recitante Luigi Bombardieri. Nella seconda parte, un'antologia dal «Messiah» di Händel: per completare il racconto pasquale con Resurrezione e il famoso «Hallelujah!».
Vivimilano, 11 marzo 2005


concerto del 19 dicembre 2004

«Il mio nuovo coro per Milano». Bordignon presenta il complesso fondato dopo l'addio ai «Civici»
Un ritorno e una primizia danno l'avvio, quest'oggi, a una grande domenica di musica corale. Il ritorno è quello di Alberto Veronesi, il direttore milanese fondatore dell'Orchestra «Cantelli», che riporta in città il complesso di cui è ora guida stabile, l'Orchestra sinfonica siciliana. In Conservatorio, alle 11, per uno speciale appuntamento della «Società dei Concerti», Veronesi si spinge nel cuore del Beethoven più ardente, con la Sinfonia n. 3 «Eroica», cui accosta la «Paukenmesse» di Haydn. E qui spunta la primizia, anch'essa a suo modo «eroica». La grandiosa Messa haydniana, celebre per l'«Agnus Dei» scandito dai timpani, come cupa eco di guerra, segna infatti il debutto «ufficiale» di una realtà appena costituita, «Un coro per Milano», la nuova creatura di Mino Bordignon. Un coro che nasce da una rivolta e da una magnifica testimonianza di amore per la musica... Che tempra, e che carisma, il vecchio alpino: a 83 anni, eccolo pronto a fondare un nuovo coro. «Ci sono molti modi per fare coro - dice Bordignon- ma quello di "Un coro per Milano"... si rivolge alla "coralità di formazione": formazione della mente, dello spirito e della voce, come momento di riflessione e di grazia». Cantare insieme, avvinti dalla profondità, dall'esperienza umana e dal calore spirituale d'un vecchio maestro, che ha fatto la ritirata di Russia e ha diretto cori in tutto il mondo, diventa così, per centinaia di milanesi, gente comune, un'esperienza di vita, una catarsi del quotidiano, che ben ripaga della fatica di tante prove settimanali, alla sera tardi, dopo il lavoro. «Il coro - conclude Bordignon - è aperto a tutti coloro che, con il canto d'assieme, vogliono recuperare l'artista che c'è in ogni uomo».
Gian Mario Benzing, Vivimilano, 19 dicembre 2004

Mille voci sotto l'albero. Guida ai concerti natalizi, autore per autore: dal classicismo viennese alla tradizioni africane
Una grande ondata di musica sacra investe Milano, come tradizione, nelle settimane che si avvicinano al Natale. Dello speciale concerto in San Giorgio, con i posti riservati ai nostri lettori, parliamo a pagina 5. In queste pagine, ecco invece una guida agli altri più rilevanti concerti «natalizi» dei prossimi giorni. Tra questi, spicca senz'altro quello di domenica 19 in Conservatorio (e la sera successiva, a inviti, in Santa Maria delle Grazie) che vede il ritorno a Milano di Alberto Veronesi sul podio dell'Orchestra Sinfonica Siciliana (di cui è direttore stabile dal 2001) e il debutto di una notevole realtà vocale, «Un coro per Milano», la nuova creatura di Mino Bordignon. In programma, la «Paukenmesse» di Franz Joseph Haydn. «Perché, insieme al maestro Veronesi, abbiamo scelto questa Messa? Perché riflette la triste condizione dell'uomo, - spiega Bordignon - la sua incapacità di convivere in modo pacifico. Anche noi, che non viviamo in una realtà di guerra, non possiamo però dirci in pace». Affiancato dal soprano Fulvia Campora, dal contralto Elena Kananis, dal baritono Luigi Villa, l'infaticabile maestro Bordignon si presenta a Milano con la nuova formazione corale in cui è confluito il patrimonio dei Civici Cori, che Bordignon stesso ha fondato nel 1979 e diretto fino al giugno di quest'anno... Dopo una prima apparizione ufficiosa presso gli Amici della Scala per festeggiare la riapertura del Teatro, «Un Coro per Milano» debutta ora ufficialmente in questo appuntamento per la Società dei Concerti. La prima parte è dedicata alla Sinfonia n. 3 in si bemolle maggiore «Eroica» op. 55 di Beethoven. Composta dal maestro di Bonn nel 1803 e inizialmente intitolata a Napoleone, l'«Eroica» è un sublime affresco sonoro di grande unità che inneggia all'eroismo come a uno dei sentimenti più alti dell'uomo. E a Napoleone e alla sua belligerante avanzata sul suolo d'Europa in qualche modo si rifà anche la Missa in tempore belli in do maggiore, che Haydn compose nel 1796, facendo confluire nel testo liturgico gli echi di una situazione storica travagliata e incerta. Una connotazione emotiva che trova il suo climax nell'«Agnus Dei» caratterizzato da un'incisiva presenza dei timpani (di qui il titolo Paukenmesse ) allusivi della natura militaresca del periodo e ai cannoni dei Francesi in marcia su Vienna.
Daniela Zacconi, Vivimilano, 15 dicembre 2004


concerto del 5 ottobre 2004

Mino Bordignon dirige Brahms
Un capolavoro di Brahms diretto da Mino Bordignon. Nella chiesa del Sacro Cuore di viale Piave il Coro Filarmonico di Milano e il Coro Filarmonico della Val Seriana, guidati appunto da Bordignon, eseguono «Ein Deutsches Requiem» di Brahms, nella trascrizione per pianoforte curata dallo stesso autore. Solisti Luigi Villa (basso) e Zara Dimitrova (soprano).
Vivimilano